domenica, Giugno 7, 2026

ALTRI ARTICOLI

ITALIA

Bambini e digitale: la SIP aggiorna le raccomandazioni

La Società Italiana di Pediatria (SIP) ha lanciato l’allarme

I bambini di oggi dormono, si muovono e parlano meno, manifestando al contempo maggiore ansia e solitudine. Questo è il prezzo invisibile, ma concretissimo, di una vita digitale che entra troppo precocemente nelle loro case e nelle loro abitudini. Gli studi più recenti, infatti, dimostrano che già nella prima infanzia, l’uso eccessivo del digitale comporta conseguenze tangibili: mezz’ora in più al giorno sui dispositivi può raddoppiare il rischio di ritardo del linguaggio sotto i due anni, e ogni ora aggiuntiva di schermo riduce il sonno di circa 15 minuti nei bambini tra i tre e i cinque anni. Inoltre, superare i 50 minuti giornalieri di schermo è associato a un maggior rischio di ipertensione pediatrica e, tra i 3 e i 6 anni, a quello di sovrappeso.

Dopo le prime raccomandazioni del 2018 e del 2019, la SIP ha condotto una nuova revisione sistematica della letteratura internazionale, analizzando oltre 6.800 studi, di cui 78 inclusi nell’analisi finale. Il lavoro aggiorna le evidenze sugli effetti dell’uso di smartphone, tablet, videogiochi, social media sulla salute fisica, cognitiva, mentale e relazionale dei minori.

Tempi raddoppiati rispetto ai livelli pre-pandemici

“L’esperienza della pandemia da COVID-19 ha aumentato in modo significativo l’esposizione dei minori agli schermi – spiega il Presidente SIP Rino Agostiniani (foto)– con un tempo medio giornaliero cresciuto di 4–6 ore, raddoppiato rispetto ai livelli pre-pandemici. Questo cambiamento ha reso ancora più necessario un aggiornamento delle precedenti raccomandazioni.” Agostiniani ha poi ribadito il concetto chiave che guida le nuove linee guida: “L’età pediatrica è una fase di straordinaria vulnerabilità e crescita: il cervello continua a formarsi e a riorganizzarsi per tutta l’infanzia e l’adolescenza. Una stimolazione digitale precoce e prolungata può alterare attenzione, apprendimento e regolazione emotiva. Posticipare l’accesso autonomo a Internet e l’età del primo smartphone almeno fino ai 13 anni è un investimento in salute, equilibrio e relazioni. Dobbiamo restituire ai bambini tempo per annoiarsi, per muoversi, per giocare e per dormire. La presenza e l’esempio degli adulti restano la prima forma di prevenzione digitale.”

Le nuove raccomandazioni, elaborate dalla Commissione sulle Dipendenze Digitali SIP e presentate agli Stati Generali della Pediatria 2025 al Senato, delineano un percorso educativo condiviso: si raccomanda di evitare l’accesso non supervisionato a Internet prima dei 13 anni per i rischi di esposizione a contenuti inappropriati e di posticipare l’introduzione dello smartphone personale almeno fino ai 13 anni per prevenire conseguenze sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale. È cruciale ritardare il più possibile anche l’uso dei social media e proibire l’uso dei dispositivi durante i pasti e prima di andare a dormire. Parallelamente, è fondamentale incentivare attività alternative come sport, gioco all’aperto, lettura e gioco creativo, mantenendo sempre supervisione, dialogo e strumenti di controllo costanti in tutte le fasce d’età. Queste indicazioni si aggiungono a quelle già confermate del 2018: nessun dispositivo sotto i due anni, meno di un’ora al giorno tra i 2 e i 5 anni e meno di due ore dopo i 5 anni, sempre sotto il controllo dell’adulto.

La revisione della SIP evidenzia come l’eccesso di tempo davanti agli schermi influisca negativamente su molteplici aspetti della salute. Sul fronte fisico, anche un’esposizione superiore a un’ora al giorno sotto i 13 anni è un fattore di rischio per obesità e problematiche cardiovascolari, con oltre due ore che aumentano del 67% il rischio di sovrappeso o obesità negli adolescenti. Lo sviluppo cognitivo è minacciato dall’esposizione precoce che può interferire con i processi di apprendimento e linguaggio, mostrando modifiche nelle aree cerebrali legate all’attenzione. La salute mentale risente dell’uso intensivo, correlato ad ansia, sintomi depressivi e minore autostima, con le adolescenti più vulnerabili alla comparazione sociale e al “Fear of Missing Out”.

Si nota inoltre l’aumento delle dipendenze digitali, come l’Internet Gaming Disorder e l’uso problematico dello smartphone, con alterazioni cerebrali analoghe a quelle delle dipendenze da nicotina. Il sonno è compromesso, dato che l’89% degli adolescenti dorme con il cellulare in camera, favorendo la deprivazione cronica. Aumentano anche i problemi di salute visiva, come l’affaticamento e la miopia precoce, aggravati dalla scarsa esposizione alla luce naturale. Infine, si registra un aumento del cyberbullismo e della violenza online, anche tra i più piccoli, con le vittime che presentano un rischio triplo di ideazione suicidaria, e un incremento preoccupante dell’esposizione precoce alla pornografia online, associata a comportamenti sessuali a rischio.

La dottoressa Elena Bozzola, coordinatrice della Commissione Dipendenze Digitali SIP, ha riassunto l’urgenza della situazione: “Nei bambini sotto i 13 anni l’eccesso di schermi è associato a ritardi del linguaggio, calo dell’attenzione e peggioramento del sonno. Negli adolescenti vediamo crescere ansia, isolamento, dipendenza dai social e perdita di autostima. Ogni ora passata davanti a uno schermo è un’ora sottratta al gioco, allo sport, alla creatività. Non serve demonizzare la tecnologia, ma insegnare a usarla con misura e consapevolezza. Più esperienze reali, meno digitale non supervisionato: è questa la vera sfida educativa di oggi”. La tecnologia è uno strumento straordinario, ma la SIP ribadisce che deve entrare nella vita dei ragazzi al momento giusto, quando hanno la maturità per gestirla, e che accompagnarli in questo percorso è una responsabilità condivisa tra famiglie, scuola e pediatri, in linea con i principi guida di posticipare l’esposizione digitale, proteggere corpo e mente, promuovere esperienze reali e preservare la centralità dell’adulto.

Redazione
Redazione
La tua voce, conta. Ogni intervento può essere utile al dibattito, al miglioramento dei Servizi e per valutare la qualità dei provvedimenti di Politica Sanitaria in un'ottica di sostenibilità ed efficacia delle azioni poste in essere dal Sistema Sanitario Regionale. Contattaci. Diventa autore e opinionista. Scrivi a: redazione@emiliaromagnasanita.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

NOTIZIE IN PRIMO PIANO

error: I contenuti sono protetti