Le attività dovranno essere svolte entro il 2028
‘Maya’ – Mirrors supporting healthier lives of adolescents and young adults after cancer – è il progetto all’avanguardia che sarà testato all’Irst ‘Dino Amadori’ di Meldola (FC) nell’ambito della sperimentazione (da realizzare entro il 2028) finanziata dal programma europeo Horizon con quasi 6 milioni di euro e che coinvolge 16 enti di ricerca da 10 diversi Paesi. L’altra realtà italiana presente è il Cnr – Istituto di scienza e tecnologia dell’informazione ‘Alessandro Faedo’.
La categoria target della sperimentazione saranno adolescenti e giovani adulti tra i 15 e i 39 anni che hanno superato una prima diagnosi di tumore e affrontare, o contrastare, gli effetti tardivi cardiotossici delle terapie antitumorali.
Il progetto prevede l’utilizzo dell’hub sanitario iCARE, che integra uno specchio intelligente e un agente conversazionale basato sull’intelligenza artificiale, per fornire assistenza personalizzata e monitoraggio continuo. L’obiettivo finale è migliorare gli esiti cardiovascolari e la qualità della vita complessiva dei sopravvissuti AYA attraverso la gestione dei fattori di rischio modificabili quali ipertensione, diabete e obesità, con una riduzione prevista del rischio di eventi cardiaci gravi del 30-40%.
L’intelligenza artificiale e gli specchi intelligenti a sostegno di uno stile di vita più sano per i giovani sopravvissuti al cancro
L’aspetto di Maya è quello di uno “specchio intelligente” che “analizza la postura e i movimenti di chi ha di fronte”. Tramite un “sofisticato software di intelligenza artificiale”, offre indicazioni su dieta ed esercizi fisici.
Quando il paziente si posiziona di fronte alla piattaforma – si legge in una nota della Regione – “Maya” è in grado di analizzarne la posizione e i movimenti del corpo, unendoli ai parametri biometrici raccolti tramite una bilancia digitale e altri dispositivi come uno smartwatch e un misuratore di pressione. Il risultato è una valutazione del benessere del paziente che l’intelligenza artificiale confronta in tempo reale con le linee guida cliniche e casi analoghi del passato, identificando immediatamente eventuali aree su cui intervenire.
Soddisfatto Pietro Cortesi, Responsabile del Servizio di Cardioncologia dell’Irst, affiancato nel progetto dall’Ufficio Ricerca, Trasferimento Tecnologico e Formazione. “La partecipazione a questa iniziativa consentirà, in prospettiva, di offrire ai pazienti oncologici l’accesso a soluzioni digitali innovative, pensate per supportare sia la prevenzione delle complicanze cardiache sia percorsi di riabilitazione personalizzati. Si tratta di elementi fondamentali per preservare una buona qualità della vita dopo i trattamenti oncologici. Inoltre, questa collaborazione contribuisce a rafforzare il ruolo di Irst nella ricerca clinica a livello europeo, valorizzando un ambito di crescente rilevanza per il nostro Istituto, quale quello della riabilitazione cardioncologica, oggi considerata un pilastro innovativo dell’assistenza al paziente oncologico”.




