“Conti in ordine, con un’inversione di tendenza e il pareggio atteso già quest’anno”
Per le Regioni in disavanzo sanitario il pareggio di bilancio non è un’opzione ma un obbligo per evitare il commissariamento. La Regione Emilia-Romagna, che ha sempre dato priorità assoluta alla tenuta dei conti per mantenere l’autonomia gestionale passerà, in previsione, da un disavanzo di 194 milioni del 2024 ai 70 dell’anno scorso fino allo zero che si prospetta quest’anno. Al miglioramento dei conti, spiegano da Viale Aldo Moro in una nota, ha contribuito l’entrata in vigore dei ticket farmaceutici decisi con la manovra di febbraio 2025 e introdotti da maggio (32 milioni di gettito), ma soprattutto “un più razionale ed efficiente utilizzo delle risorse” con un investimento “senza precedenti” di 500 milioni di euro dal proprio bilancio.
La copertura del fabbisogno
Il fabbisogno complessivo da coprire è di 950 milioni di euro, dato dalla sommatoria dei bilanci preventivi che le aziende stesse presentano periodicamente alle Conferenze sociali e sanitarie e alla Regione. Le aziende potranno contare su 325 milioni di euro dalla Gestione sanitaria accentrata, 215 milioni di euro di trasferimenti del Fondo nazionale vincolati, 210 milioni di euro di payback farmaceutico e fino a 200 milioni di euro di risorse regionali già stanziate. Il valore dei ticket farmaceutici è stimato in circa 48 milioni di euro.
La probabilità che il deficit venga tecnicamente “azzerato” sui documenti contabili entro dicembre è molto alta; la leva fiscale è già attiva. Dopo quasi 20 anni senza aumenti, l’addizionale regionale Irpef per il terzo e il quarto scaglione di reddito (28-50mila euro e sopra i 50mila) è stata rivista al rialzo con la presentazione della manovra nel febbraio 2025, con un obiettivo di gettito di circa 200 milioni di euro. Oltre ai ritocchi Irpef e ticket sui farmaci per i redditi più alti, si è intervenuti anche su bollo auto e Irap (dal 2026).
Con questi “investimenti straordinari” il Fondo regionale per la non autosufficienza tocca quota 600 milioni di euro (al livello più alto nel Paese) “a garanzia di servizi fondamentali come autonomia e domiciliarità di anziani, persone con disabilità e con un bisogno di cura costante”, sottolinea la Regione.
Elena Ugolini: “Bilancio in pareggio solo grazie a tasse e fondi nazionali”
“Nel bilancio preventivo 2026 votato a fine dicembre e approvato dall’ Assemblea legislativa – fa notare la Consigliera Elena Ugolini, Presidente gruppo Rete Civica – era previsto un disavanzo di 200 milioni di euro sulla sanità, nonostante l’aumento del gettito del fondo sanitario nazionale e delle tasse dei cittadini. Che cosa è successo in questi quattro mesi? Come si arriva al pareggio di bilancio? Sono state usate partite del bilancio regionale fuori dal perimetro sanitario? Sono stati bloccate le assunzioni e ridotti gli acquisti? Sono state rinviate le manutenzioni? Sono domande importanti che non abbiamo potuto fare al Presidente e all’Assessore perché hanno deciso di parlare prima alla stampa che alla Commissione sanità ed alla Assemblea legislativa. Guardando oltre gli slogan da campagna elettorale, il miglioramento dei conti (da verificare) sembra più il frutto dei sacrifici richiesti ai cittadini, attraverso il consistente aumento delle tasse regionali, e l’incremento del fondo nazionale, piuttosto che di una gestione più efficace della Aziende sanitarie locali”.
La buona notizia – aggiunge – viene da Roma. “Sale il livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale: da 136,515 a 142,89 miliardi di euro, cioè 6,348 miliardi in più rispetto al 2025, pari a un incremento del 4,6%. Il documento fissa il quadro di programmazione della sanità regionale per il 2026 e prevede un aumento del finanziamento del Servizio sanitario regionale rispetto al 2025: da 9,908 miliardi di euro del 2025 a 10,257 miliardi”.





