Obiettivo e contesto della ricerca: la sanificazione ospedaliera “verde”
Lo studio pubblicato sulla rivista Sustainability, intitolato “Sustainable Cleaning Protocols in Healthcare Environments: Integrated Microbiological Assessment and Life Cycle Analysis”, analizza l’efficacia e l’impatto ambientale di un protocollo di pulizia ecologico, conforme ai Criteri Ambientali Minimi, applicato all’interno di ambienti ospedalieri.
L’obiettivo della ricerca realizzata presso l’Università di Ferrara all’Ospedale Bufalini di Cesena, consiste nel verificare se l’adozione di metodologie di sanificazione a ridotta intensità chimica sia in grado di garantire standard di igiene e sicurezza microbiologica equivalenti o superiori rispetto ai protocolli tradizionali, riducendo contestualmente l’impronta ecologica.
La sicurezza biologica: l’efficacia del protocollo ecologico sul campo
La metodologia integra una rigorosa valutazione microbiologica sul campo, svolta attraverso campionamenti strutturati in diverse aree di rischio ospedaliero, con un’analisi del ciclo di vita basata sull’approccio “dalla culla alla tomba”. Il protocollo ecologico è caratterizzato dall’impiego di detergenti ecolabel, da dosaggi ottimizzati e da processi di lavaggio dei tessuti in microfibra riutilizzabili a temperature inferiori rispetto agli standard convenzionali, valorizzando l’efficacia della rimozione meccanica dei contaminanti. Al contrario, il protocollo tradizionale si affida a disinfettanti e detergenti classici a dosaggi non ottimizzati e a lavaggi ad alte temperature.
I benefici ecologici: quantificazione della riduzione degli impatti ambientali
I risultati emersi dal monitoraggio microbiologico indicano che il protocollo verde mantiene la carica batterica e fungina costantemente al di sotto delle soglie di accettabilità previste dalle linee guida sanitarie, non mostrando alcuna presenza di microrganismi patogeni indicatori dopo le operazioni di pulizia. Questo dimostra che la combinazione tra azione meccanica dei tessuti in microfibra ad alte prestazioni e standardizzazione delle procedure compensa la minore aggressività e concentrazione dei principi attivi chimici, salvaguardando la sicurezza dei pazienti e del personale.
Dal punto di vista ambientale, l’analisi del ciclo di vita rileva che il protocollo sostenibile permette una riduzione complessiva del potenziale di riscaldamento globale pari al 43,7% rispetto alla strategia tradizionale. I principali fattori trainanti di questo decremento sono il minor consumo di energia nei processi di lavaggio della biancheria e la contrazione della produzione di sostanze chimiche, che cala del 71,2% per la pulizia e del 60.4% per la lavanderia. Si registra inoltre una diminuzione del 31,4% nel consumo di acqua e del 78,6% nella generazione di rifiuti differenziati, a fronte di un aumento marginale dei rifiuti tessili non differenziati dovuto al maggior utilizzo di microfibre riutilizzabili.
L’abstract della ricerca
I servizi di pulizia in ambito sanitario sono essenziali per la prevenzione delle infezioni, ma contribuiscono in modo significativo all’impronta ambientale delle attività ospedaliere a causa dell’uso intensivo di sostanze chimiche, acqua ed energia. Questo studio presenta una valutazione integrata di un protocollo di pulizia convenzionale (TT) e di un protocollo orientato all’ambiente e conforme ai principi della medicina complementare e alternativa (CAM) (GREEN, TG) in un contesto ospedaliero reale (Ospedale Bufalini di Cesena), combinando il monitoraggio microbiologico con la Valutazione del Ciclo di Vita (LCA).
La contaminazione delle superfici è stata valutata in diverse aree a rischio utilizzando metodi standardizzati basati su colture, mentre gli impatti ambientali sono stati quantificati mediante un approccio LCA «dalla culla alla tomba», concentrandosi sul potenziale di riscaldamento globale (GWP100). Entrambi i protocolli hanno ottenuto riduzioni significative della carica microbica, con valori post-pulizia costantemente al di sotto delle soglie igieniche stabilite. Dopo la pulizia non sono stati rilevati organismi indicatori patogeni e il protocollo GREEN ha dimostrato prestazioni microbiologiche equivalenti o leggermente superiori a quelle del sistema tradizionale in tutte le categorie di rischio.
I risultati della LCA hanno evidenziato un notevole vantaggio ambientale per il protocollo GREEN, con una riduzione del 43,7% dell’impronta di carbonio (−273 g CO₂e m⁻² anno⁻¹), corrispondente a un risparmio annuo di circa 13,3 t CO₂e a livello della struttura. Tali riduzioni sono state determinate principalmente dalla diminuzione del consumo di prodotti chimici, dal dosaggio ottimizzato e dalle temperature di lavaggio più basse.
I risultati dimostrano che strategie di pulizia sostenibili dal punto di vista ambientale possono mantenere elevati standard di sicurezza microbiologica riducendo al contempo in modo significativo l’impatto ambientale. Questo approccio integrato sostiene l’adozione di protocolli conformi al CAM nelle strutture sanitarie ed evidenzia l’importanza di combinare i parametri di controllo delle infezioni con la valutazione ambientale del ciclo di vita per orientare pratiche sostenibili di approvvigionamento e gestione ospedaliera.