Estate infuocata: la Regione “rivede” gli accordi con il Privato Accreditato
La questione è scoppiata in piena estate ed oggi si conclude il primo braccio di ferro tra Regione e AIOP a completo favore di Viale Aldo Moro. Dopo mesi di tensioni e interlocuzioni, la Regione ha dato compimento alla decisione di annullare d’ufficio la Delibera di Giunta Regionale 2133 del 2024 che aveva definito le modalità applicative per i ristori Covid destinati alle strutture private accreditate.
Le tappe della vicenda
Nel novembre 2024, la Regione aveva approvato la DGR 2133/2024 che “prendeva atto” dell’accordo con AIOP Emilia-Romagna sulle modalità operative relative alla DGR 344/2020 per il riconoscimento dei ristori alle strutture private che avevano contribuito durante la fase emergenziale. Ma nei mesi successivi, la Regione ha svolto approfondimenti di legittimità.
La doccia fredda per AIOP arriva il 5 agosto quando la Giunta avvia un procedimento di autotutela per annullare la DGR 2133 e ha concesso 30 giorni alle strutture interessate per presentare controdeduzioni. Trascorso il termine utile, la cancellazione è stata confermata e la Regione ha affidato alla Direzione Generale Salute e Welfare il compito di predisporre i conteggi per riconoscere, entro i limiti consentiti per legge, eventuali ristori sulle attività del 2020.
L’amministrazione regionale argomenta che la delibera 2024 “prevedeva indennizzi che non sarebbero conformi alla normativa nazionale e alle delibere Covid originarie”, non era accompagnata da impegni di spesa aggiuntiva e “non è mai stata concretamente recepita né attuata dalle Aziende sanitarie locali (ASL). Pertanto è stata giudicata tecnicamente inapplicabile rispetto alle esigenze di trasparenza e compatibilità con i vincoli finanziari regionali. La tensione istituzionale è pertanto palpabile, e il terreno delle trattative è aperto: sarà cruciale monitorare i conteggi che la Regione presenterà, le reazioni legali delle strutture private e l’impatto che questa scelta avrà sulla fiducia reciproca tra pubblico e privato nel sistema sanitario emiliano-romagnolo.
Le reazioni in Aiop e le somme in gioco: 80 milioni di euro
Ovviamente la sanità privata non ci sta ed annunciato una battaglia legale probabilmente basata sul fatto che non sussistano i termini per la revoca della delibera. Nel 2020 la sanità privata ha ricevuto dalla Regione circa 80 milioni di euro a titolo di ristoro per le prestazioni sospese e per i vertici di Aiop le risorse sono state erogate sulla base si un accordo ben preciso ed hanno permesso al sistema sanitario regionale di reggere l’urto della pandemia.
Cesare Salvi (foto di copertina), Presidente regionale Associazione italiana ospedalità privata e presidente della Città di Parma ha dichiarato che si tratta di una scelta che rischia di mettere a repentaglio la tenuta complessiva del sistema sanitario regionale, di cui il privato è una parte fondamentale e che per l’Aiop la decisione è inaccettabile e giuridicamente infondata.




