lunedì, Settembre 21, 2026

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ITALIA

Boom di vecchi crediti per l’Ausl di Bologna

I crediti definiti “vetusti” hanno raggiunto la cifra complessiva di oltre 54 milioni

Bilancio di previsione varato fuori tempo massimo, un boom del 180% di crediti vecchi e mai incassati, ritardi nei pagamenti ai fornitori per oltre 150 milioni di euro e sforamento del tetto per la spesa farmaceutica. È una serie articolata di rilievi contabili quella messa nero su bianco dalla Sezione regionale di controllo per l’Emilia-Romagna della Corte dei Conti, che ha passato in rassegna la documentazione del bilancio di esercizio 2024 dell’Ausl di Bologna.

I magistrati contabili hanno evidenziato criticità che toccano sia la gestione della cassa che i meccanismi di programmazione e prudenza contabile. Tra le partite più pesanti figura lo stralcio di crediti da ricevere per un valore di ben 26.313.835 euro: una maxi-cancellazione avvenuta nel 2024 a seguito del conguaglio definitivo della mobilità sanitaria interregionale riferita al 2022. Secondo la Corte, la somma era stata iscritta in bilancio senza l’applicazione di adeguati meccanismi di svalutazione del “credito sperato”, rivelatosi poi inesistente all’atto della regolazione contabile.

Altra voce d’allarme riguarda la riscossione: i crediti definiti “vetusti” hanno raggiunto la cifra complessiva di 54.816.070 euro, segnando un balzo di oltre il 180% rispetto ai 19.528.838 euro registrati a fine 2023 per le somme risalenti al 2019 e agli anni precedenti. Un dato che segnala una crescente difficoltà dell’Azienda nel recuperare risorse pregresse.

Pesano inoltre le tempistiche nei rapporti con i fornitori. Nell’ambito delle transazioni commerciali, l’Ausl felsinea ha liquidato in ritardo fatture per un ammontare complessivo di 150.096.848 euro, pari al 16,69% del totale dei pagamenti effettuati (899.169.847 euro). A completare il quadro dei rilievi ci sono la tardiva adozione e approvazione dello stesso bilancio di previsione 2024 e il superamento dei limiti assegnati per la spesa farmaceutica, sia sul versante ospedaliero che su quello convenzionato.

Alla luce del quadro emerso, la Sezione regionale di controllo ha disposto che l’Ausl di Bologna si conformi puntualmente alle indicazioni fornite nel provvedimento. Chiamata in causa direttamente anche la Regione Emilia-Romagna, che dovrà garantire l’effettiva osservanza dei correttivi attraverso l’esercizio dei propri poteri di vigilanza e indirizzo sull’Azienda sanitaria. La Delibera di riferimento è la 96/2026/PRSS (adunanza del 14 luglio 2026).

Redazione
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