lunedì, Settembre 21, 2026

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ITALIA

134 medici di famiglia sperimentano l’IA

Sperimentazione nazionale promossa da Agenas sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’assistenza primaria

Saranno 134 i medici di medicina generale dell’Emilia-Romagna a testare sul campo l’uso dell’intelligenza artificiale applicata all’assistenza primaria. Il dato emerge dall’intervento in Assemblea legislativa dell’assessore regionale alle Politiche per la salute Fabi (in risposta ad un’interpellanza del consigliere Nicola Marcello), che ha illustrato i dettagli dell’adesione alla sperimentazione promossa da Agenas e finanziata con fondi PNRR, destinata a coinvolgere complessivamente 1.500 professionisti su scala nazionale.

La quota emiliano-romagnola punta a una presenza capillare: «Nella candidatura abbiamo proposto di coinvolgere 134 medici nel ruolo unico di assistenza primaria distribuiti tra tutte le aziende USL di questa regione», ha precisato Fabi, evidenziando come l’adesione dell’intero territorio regionale garantisca «l’uniformità di approccio metodologico e la copertura di tutto il territorio».

I camici bianchi coinvolti utilizzeranno gli algoritmi come ausilio pratico su tre fronti operativi: l’inquadramento diagnostico di base, la gestione delle patologie croniche e le attività di prevenzione. L’assessore ha tuttavia ribadito il perimetro dell’iniziativa: «L’intelligenza artificiale viene configurata come uno strumento di supporto decisionale e non sostitutivo del ruolo clinico del medico».

Centrale resta anche la tutela della privacy, affidata a rigidi protocolli di anonimizzazione gestiti a monte da Agenas: «La tutela dei dati sanitari, della riservatezza dei pazienti e della responsabilità clinica dei professionisti rappresenta il principale criterio guida dell’azione regionale», ha chiarito Fabi, ricordando che la piattaforma tratterà esclusivamente informazioni prive di elementi identificativi.

Il progetto si inserisce nel quadro delineato dalla Giunta regionale con la delibera 862 per la governance dell’AI, che affianca alla sperimentazione tecnologica percorsi di formazione specifici per il personale sanitario. «L’adozione sicura ed efficace dell’intelligenza artificiale dipende non solo dagli investimenti tecnologici, ma soprattutto da un investimento strutturato sulle competenze delle persone», ha concluso l’assessore, confermando l’impegno a preservare la centralità del giudizio clinico e del rapporto di cura tra medico e paziente.

Redazione
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