Sconcerto e disorientamento della categoria: “ignorate competenze accademiche e professionali già chiaramente sancite”
In merito al dibattito sulle professioni sanitarie e delle scienze motorie, CISM (Comitato Italiano Scienze Motorie) e UISMEF (Unione Italiana Scienze Motorie Educazione Fisica) intervengono con una nota che esprime “profonda preoccupazione” e “ferma condanna” in merito all’approvazione del nuovo emendamento in Commissione Affari Sociali.
Il testo – si legge nel comunicato – inserisce la figura del fisioterapista nei percorsi di promozione dell’esercizio fisico strutturato, disponendo la totale ed esplicita esclusione del Chinesiologo delle Attività Motorie Preventive e Adattate (AMPA). Questa decisione ha generato forte sconcerto e disorientamento all’interno della categoria. Ancora una volta, infatti, vengono ignorate competenze accademiche e professionali già chiaramente sancite dall’art. 41 del Decreto Legislativo 28 febbraio 2021, n. 36.
La norma individua proprio nel Chinesiologo AMPA (laurea magistrale LM-67) l’unico professionista competente nella progettazione, programmazione, conduzione e valutazione di programmi di attività motoria preventiva e adattata, nonché di esercizio fisico rivolto a soggetti affetti da patologie croniche clinicamente controllate e stabilizzate.
Il conflitto di interessi: il duplice ruolo dell’On. Maurizio Casasco
Sulla questione emerge un particolare di estrema rilevanza. Il firmatario della proposta, l’On. Maurizio Casasco, ha previsto l’adozione di protocolli basati su linee guida definite direttamente dalla FMSI (Federazione Medico Sportiva Italiana). “Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile: l’On. Casasco, nella sua doppia veste di parlamentare e di Presidente in carica della stessa FMSI, sta tentando di accreditare per legge a un ente privato la predisposizione delle linee guida nazionali per l’esercizio fisico strutturato”.
La scelta di estromettere il Chinesiologo AMPA — figura che la stessa FMSI ha recentemente riconosciuto come riferimento professionale per la somministrazione dell’esercizio prescitto in campo cardiologico — appare per CISM e UISMEF come un chiaro tentativo di blindare un monopolio regolatorio. Questa manovra va a beneficio della Federazione presieduta proprio dal promotore dell’emendamento, scavalcando l’autonomia delle università e le competenze dei Chinesiologi, e sollevando forti dubbi per il palese conflitto di ruoli tra la funzione legislativa e i vantaggi normativi che ne derivano.
Nessuna sovrapposizione: rispetto dei ruoli e tutela dei cittadini
Il CISM – si legge ancora nella nota – non contesta in alcun modo il ruolo del fisioterapista negli interventi terapeutici e riabilitativi di sua stretta competenza, né il valore della collaborazione multidisciplinare. Ritiene tuttavia intollerabile che, quando si parla di esercizio fisico strutturato, venga sistematicamente ignorato il professionista formato dall’ordinamento universitario per questo specifico scopo. Generare sovrapposizioni, escludere competenze di legge e delegare a soggetti privati la stesura di linee guida nazionali non giova né alla chiarezza del sistema sanitario né, tantomeno, alla tutela della salute dei cittadini. L’esercizio fisico strutturato rappresenta oggi uno degli strumenti preventivi e terapeutici più potenti per la gestione delle patologie croniche. Proprio per questo, la sua somministrazione deve rimanere in capo ai professionisti specificamente formati (i Chinesiologi AMPA), nel rispetto delle competenze di ciascuna area sanitaria e motoria.