giovedì, Settembre 10, 2026

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ITALIA

Aria, criticità sul particolato fine PM2,5

Soglia europea già oltrepassata decine di volte: i dati al 31 luglio 2026

Il particolato fine PM2,5 rappresenta uno degli inquinanti atmosferici più pericolosi per la salute pubblica. A causa delle loro dimensioni estremamente ridotte (diametro inferiore a 2,5 micrometri), queste particelle riescono a eludere le prime barriere protettive dell’organismo, penetrando profondamente nell’apparato respiratorio fino a raggiungere gli alveoli polmonari e da lì immmettersi nel sistema cardiovascolare.

Le evidenze scientifiche ed epidemiologiche dimostrano che un’esposizione prolungata o acuta ad elevate concentrazioni di PM2,5 è direttamente correlata all’insorgenza di patologie respiratorie croniche, eventi cardiovascolari acuti e ad un incremento del rischio di mortalità. Per queste ragioni, il monitoraggio costante e il contenimento delle emissioni di questo inquinante costituiscono una priorità fondamentale per le politiche ambientali e di salute pubblica.

Cosa prevede la normativa

In Italia il quadro normativo vigente sul PM2,5 prevede unicamente un tetto sulla media annuale, fissato a 25 µg/m³, senza definire un valore massimo di riferimento per la singola giornata.

La situazione cambierà con l’entrata in vigore della nuova Direttiva europea a partire dal 2030, che stringerà le maglie dei controlli stabilendo due vincoli precisi: una media annua ridotta a 10 µg/m³ e un limite giornaliero di 25 µg/m³, tollerato per un massimo di 18 giorni all’anno.

I parametri stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indicano tuttavia criteri ancora più restrittivi a tutela della salute pubblica: l’OMS suggerisce di non oltrepassare una media annua di 5 µg/m³ e di contenere la concentrazione giornaliera entro i 15 µg/m³, concedendo al massimo 3 o 4 sforamenti nell’arco dei dodici mesi.

I dati che riportiamo sono stati pubblicati da ISDE Italia (Associazione Medici per l’Ambiente) insieme alla Clean Cities Campaign e all’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile del Kyoto Club che analizza i dati rilevati dalle stazioni ARPA e APPA sul territorio nazionale.

Le stazioni PM 2,5 di rilevamento a Bologna sono due: Bologna – Giardini Margherita e Bologna-Porta S.Felice. In entrambi i casi i giorni di sforamento da inizio anno al 31 luglio 2026 per la soglia giornaliera di 25 µg/m³ sono rispettivamente 34 e 30, ben oltre i limiti della futura normativa europea. Molto meglio, invece, la media PM2,5 con 14 µg/m³ contro una media annua di 10.

Dati Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile Clean Cities Campaign – Kyoto Club in collaborazione con ISDE ItaliaFonte: SNPA: ARPA Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, FVG, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna; APPA Trento.

 

Redazione
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