lunedì, Settembre 21, 2026

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ITALIA

L’Emilia-Romagna compatta contro il payback

Biomedicale a rischio. Richiesta al Governo una sanatoria sui debiti dal 2019

Cancellazione definitiva del payback sui dispositivi medici e una sanatoria nazionale per i debiti accumulati dal 2019, con coperture ad hoc che non gravino né sulle imprese fornitrici né sui bilanci della sanità pubblica. È la linea formale assunta dalla Regione Emilia-Romagna, condivisa con sindacati e associazioni di categoria, per scongiurare una crisi sistemica che minaccia sia i conti sanitari sia uno dei comparti industriali strategici del territorio.

A lanciare l’allarme sono il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi: «Questo modello non regge più, cambiare non è più rinviabile. Le imprese e le Regioni non possono più sostenere questi costi e continuando così si mette a rischio il distretto biomedicale dell’Emilia-Romagna, tra i più importanti d’Europa».

I numeri dello sforamento fotografano l’insostenibilità della misura: a livello nazionale l’eccedenza rispetto ai tetti di spesa tra il 2019 e il 2024 ha superato i 5 miliardi di euro (escluso il 2020 per l’emergenza pandemica). In Emilia-Romagna la quota stimata nello stesso periodo è di 428 milioni di euro, cifra che sale a circa 564 milioni includendo anche il 2025. Per legge, la metà di tali cifre dovrebbe essere restituita dalle aziende private su contratti già eseguiti e aggiudicati tramite gare pubbliche.

Per la Giunta regionale, far ricadere retroattivamente questi importi sulle imprese significherebbe paralizzare investimenti e occupazione, mentre addossarli alle Regioni taglierebbe risorse vitali ai Livelli essenziali di assistenza (LEA). Da qui la proposta di un azzeramento del pregresso finanziato con risorse statali dedicate, accompagnato da un incremento strutturale del Fondo sanitario nazionale per il prossimo triennio, tema già posto dal presidente Michele de Pascale all’attenzione della Conferenza delle Regioni.

L’obiettivo dell’Emilia-Romagna è archiviare lo strumento a favore di una governance preventiva della spesa: «L’eliminazione del payback non rappresenta una rinuncia al controllo della spesa, bensì il passaggio a una governance preventiva, fondata su dati, programmazione e valutazione dell’appropriatezza e del valore generato», precisano Colla e Fabi, chiedendo al Governo l’apertura immediata di un tavolo di coordinamento stabile con il Ministero della Salute, il MEF e Agenas.

Redazione
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