domenica, Giugno 7, 2026

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ITALIA

Nel 2024 oltre 82 mila ore di mediazione interculturale

Mediazione come strumento di equità

La Regione Emilia-Romagna è stata capofila di un progetto ministeriale CCM – Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie con Toscana, Lazio e Sicilia per realizzare interventi innovativi, replicabili a livello nazionale, nei percorsi di accoglienza sanitaria, diagnosi, prevenzione e cura dei minori stranieri, anche non accompagnati. Erogate oltre 82 mila ore di mediazione interculturale nel 2024 dalle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna, tra presenza fissa, interventi programmati o urgenti e interpretariato telefonico in ben 33 lingue (tra quelle più richieste oltre all’inglese, albanese, arabo, bengalese, farsi, cinese, cingalese, romeno, russo, ucraino).

Il progetto nasce con l’obiettivo di realizzare un modello innovativo nei percorsi di accoglienza sanitaria, diagnosi, prevenzione e cura dei minori stranieri e dei minori stranieri non accompagnati. Il tema è stato al centro del convegno “Minori stranieri e minori stranieri non accompagnati: nuovi percorsi nei servizi sanitari” che si è svolto mercoledì 5 novembre a Bologna nella sede della Fondazione Lercaro.

L’occasione è stata utile per presentare, oltre alle azioni messe in campo attraverso il progetto, la “Mappatura delle attività di mediazione interculturale in sanità in Emilia-Romagna nel 2024” e altri due lavori: l’indagine “Tra norme giuridiche e pratiche quotidiane: l’applicazione del protocollo per l’accertamento dell’età dei Msna”, condotta dalla Fondazione Ismu in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, e la ricerca “Accesso alle cure dei minori e dei minori stranieri non accompagnati in quattro Regioni” (Toscana, Emilia-Romagna, Lazio e Sicilia), realizzata dalla Toscana. Due ulteriori focus sono stati dedicati allo sviluppo delle attività di prevenzione delle mutilazioni genitali femminili messe in campo nel Lazio e al lavoro di promozione della salute e delle vaccinazioni realizzato in Sicilia.

Online un nuovo sito web salutemigranti.emilia-romagna.it (in fase di completamento) dedicato a tutti i progetti sanitari rivolti ai migranti più vulnerabili per garantirne il diritto alla salute, l’inclusione e la presa in carico integrata. Il sito mette a disposizione degli stessi operatori, nell’hub traduzione, documenti in molteplici lingue da utilizzare in base al Paese di provenienza dei migranti.

I dati in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna al 31 marzo 2025 si contavano 1.362 minori stranieri non accompagnati, pari all’8,82% del totale nazionale (16.187), un dato in calo rispetto ai picchi registrati nel biennio 2022-2023, ma in linea con l’andamento nazionale. La maggior parte è accolta nel territorio metropolitano di Bologna (33,11%), seguita da Ravenna 9,99% (136), Modena 9,25% (126), Forlì-Cesena 9,3% (123), con la distribuzione territoriale che sta diventando più omogenea. Il quadro demografico mostra che quasi 8 su 10 sono maschi e che il 43% ha 17 anni.

Metà dei minori è ospitata nei progetti Sai (Sistema accoglienza e integrazione), attivati su base volontaria dai Comuni. L’altra metà è accolta in comunità educative autorizzate a livello regionale. Sul fronte giuridico, il 77% dei minori ha un permesso di soggiorno per minore età, mentre un altro 8% gode di protezione internazionale. I principali Paesi di provenienza sono Ucraina, Tunisia, Egitto e Gambia, anche se in Emilia-Romagna si registra una presenza relativamente minore di egiziani e gambiani rispetto al dato nazionale.

Redazione
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