Le criticità emerse da un recente studio SIMI-FADOI
Quale sarà il ruolo della Medicina Interna all’interno del sistema sanitario si è concentrata la conferenza stampa di lancio il 7 ottobre scorso del 126° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) in corso al Palacongressi di Rimini da oggi a domenica 12. “La Medicina Interna rappresenta oggi un presidio fondamentale per garantire l’appropriatezza e la continuità delle cure – ha sottolineato l’Onorevole Ciocchetti, Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera –. Il nostro sistema sanitario sta vivendo una fase delicata: da un lato la pressione crescente sugli ospedali, dall’altro la necessità di rafforzare i servizi territoriali. Per questo credo sia indispensabile valorizzare il ruolo dei medici internisti, che con la loro visione globale del paziente possono essere il punto di raccordo tra ospedale e territorio. L’obiettivo deve essere quello di costruire un percorso assistenziale integrato, capace di accompagnare i cittadini non solo durante la fase acuta della malattia, ma anche nella gestione delle cronicità, evitando ricoveri impropri e migliorando la qualità della vita delle persone. Come Parlamento e come istituzioni siamo chiamati a sostenere questo cambiamento, investendo su professionalità, strutture e modelli organizzativi che mettano davvero il paziente al centro”.
“Spina dorsale del sistema ospedaliero – ha spiegato a sua volta il Presidente della Società Italiana di Medicina Interna SIMI, il professore Nicola Montano (nella foto) – la Medicina Interna è la specialità con il maggior numero di ricoveri e posti letto: in Italia ci sono 1052 unità con poco meno di 30 mila posti letto e un numero di ricoveri per acuti annuali di circa 1 milione. La maggior parte di questi pazienti è ad alta complessità, con plurime patologie e bisogni assistenziali e sociali molto elevati. Un recente studio SIMI-FADOI ha messo in luce che più del 20% di questi pazienti rimangono ricoverati in maniera inappropriata, riducendo la disponibilità dei posti letto per il Pronto Soccorso e quindi contribuendo al boarding. È chiaro quindi che è tutto il percorso territorio-ospedale-territorio che va riformato, e la Medicina Interna va coinvolta perché è uno degli attori principali di questo cambiamento”.
I lavori congressuali su tutte le principali tematiche cliniche
Il Congresso sarà l’occasione di confronto sulle principali tematiche cliniche: obesità, malattie cardiorespiratorie, malattie gastro-epatologiche e metaboliche, malattie immuno-allergologiche, malattie rare, medicina d’urgenza. Inoltre, ci sarà un track istituzionale con cui la Società vuole mettere a fuoco i punti salienti che mirano a ridisegnare la gestione dei pazienti, con una particolare attenzione al loro percorso di cura. Il dibattito si concentrerà in primo luogo sull’intensità del percorso ospedaliero, che deve essere ottimizzato per garantire cure rapide ed efficaci durante la fase acuta, preparando al contempo il paziente a una dimissione sicura. Un altro tema cruciale sarà inoltre il ruolo dello hospitalist, un medico internista che si dedica interamente ai pazienti ricoverati. Questa figura mira a migliorare la qualità dell’assistenza, la sicurezza del paziente e la continuità delle cure in ospedale, gestendo i casi più complessi. Infine, il congresso affronterà la risoluzione delle criticità nel territorio, proponendo l’aumento delle risorse extra-ospedaliere come personale e strutture intermedie. L’obiettivo è rafforzare il legame tra ospedale e assistenza domiciliare, riducendo le riammissioni e assicurando un supporto continuo ai pazienti con bisogni assistenziali residui.
SIMI INTERNATIONAL AWARD 2025 e PREMIO SOLIDARIETA’
Durante il Congresso verranno infine assegnati due riconoscimenti: il SIMI INTERNATIONAL AWARD 2025 e il PREMIO SOLIDARIETA’. Il primo, sarà consegnato a Sir Michael Marmot, celebre per il suo lavoro sulla salute e le disuguaglianze sanitarie, uno dei primi ricercatori a sottolineare che fattori come il reddito e l’istruzione abbiano un impatto significativo sulla salute delle persone e rappresentano i cosiddetti “social determinants of health” (determinanti sociali di salute).
“La sua ricerca pionieristica – ha commentato il professore Montano – ha ispirato politici, accademici e operatori sanitari a riconsiderare le politiche pubbliche e a sviluppare programmi che mirino a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni svantaggiate. La SIMI ha deciso di assegnare l’International Award 2025 al professor Sir Michael Marmot
per il suo instancabile impegno nel portare a galla le disuguaglianze sanitarie e nel diffondere la consapevolezza che la salute non è solo una questione individuale, ma profondamente intrecciata con fattori sociali, economici e politici”.




