giovedì, Luglio 16, 2026

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ITALIA

Case di Comunità: solo 15 quelle davvero pienamente operative

Sanità Territoriale, l’Italia arranca sul PNRR ma l’Emilia-Romagna si distingue per i risultati ottenuti

La riforma dell’assistenza territoriale, pilastro centrale della Missione Salute del PNRR nata con l’obiettivo di avvicinare le cure mediche ai cittadini, è ancora ben lontana dall’essere realmente a regime. Nonostante la narrativa ufficiale, l’ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE mette a nudo i reali ritardi infrastrutturali del Paese, delineando una situazione di forte chiaroscuro anche per le regioni tradizionalmente considerate più virtuose.

Al 31 dicembre 2025, infatti, su scala nazionale appena 66 Case della Comunità (pari al 3,9% delle 1.715 programmate per il 2026) risultano effettivamente completate e pienamente funzionanti, mentre per gli Ospedali di Comunità la quota di strutture che hanno attivato almeno un servizio assistenziale si ferma a 163 (il 27,4%), ma con nessuna struttura ancora al 100% dell’operatività prevista.

Il primato parziale e il traino del Nord

L’analisi territoriale evidenzia come il Nord Italia continui a trainare l’intero comparto sanitario. In questo contesto macroregionale, l’Emilia-Romagna si posiziona nuovamente ai vertici delle classifiche nazionali per volumi complessivi: la percentuale di strutture sul suolo regionale che ha già attivato almeno un servizio assistenziale primario tocca il 76,5%, un dato che posiziona la regione al quarto posto assoluto in Italia, a fronte di una media nazionale che si arresta a un più modesto 45,5%. Tradotto in numeri assoluti, su 187 Case della Comunità originariamente programmate dai piani di sviluppo locale, ben 143 risultano aver avviato le attività.

Un andamento altrettanto positivo si riscontra sul fronte degli Ospedali di Comunità, ovvero le strutture sanitarie intermedie dedicate a ricoveri brevi e cure a bassa intensità clinica utili a decongestionare i grandi nosocomi. Alla fine del 2025, l’Emilia-Romagna ha reso operativi 24 Ospedali di Comunità rispetto ai 52 preventivati dal piano strategico territoriale. Questo specifico posizionamento colloca la regione al secondo posto assoluto su scala nazionale, immediatamente alle spalle della sola Lombardia.

Il nodo della reale operatività: solo 15 presidi completi

Tuttavia, grattando sotto la superficie dei dati aggregati e analizzando i criteri stringenti stabiliti dal DM 77, emerge una realtà radicalmente diversa. Se si prende in esame il dato relativo alle Case di Comunità che possiedono contemporaneamente tutti i servizi obbligatori dichiarati attivi e che garantiscono la reale e continuativa presenza medica e infermieristica, il primato emiliano-romagnolo si ridimensiona drasticamente: risultano essere appena 15 le Case di Comunità pienamente operative sul territorio regionale. Le restanti 128 strutture rientranti nel computo iniziale offrono, allo stato attuale, solo servizi parziali o non presentano gli standard di personale richiesti dalla riforma.

Nel panorama di generale sofferenza della penisola, la performance dell’Emilia-Romagna resta comunque tra le migliori: a livello nazionale, presenta un dato migliore solo la Lombardia, che conta 22 Case di Comunità pienamente rispondenti a tutti i requisiti. Tutte le altre regioni d’Italia mostrano uno scenario di forte paralisi, con numeri vicini allo zero in gran parte del Centro-Sud.

Case della Comunità: situazione al 31/12/2025. Fonte: GIMBE
Redazione
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