domenica, Agosto 9, 2026

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ITALIA

Coerenza normativa e tutela dei cittadini

Gentile Redazione,

sono una cittadina e una madre. Non rappresento una categoria professionale e non scrivo per alimentare contrapposizioni, ma perché ritengo che una questione importante per il futuro della prevenzione in Italia meriti attenzione pubblica.

Mio figlio, come tanti altri giovani, ha scelto di investire il proprio futuro nella laurea magistrale LM-67 in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate: un percorso universitario quinquennale istituito e riconosciuto dallo Stato per formare professionisti nell’ambito dell’esercizio fisico preventivo e adattato.

Oggi l’esercizio fisico viene sempre più riconosciuto come strumento fondamentale nella prevenzione delle malattie croniche e nella promozione della salute. Proprio per questo nasce una domanda alla quale le istituzioni dovrebbero dare una risposta chiara: quale ruolo deve avere il professionista formato specificamente per progettare, programmare, condurre e monitorare l’esercizio fisico adattato?

Nel corso dell’iter parlamentare del DDL 1231 è intervenuto l’emendamento 4.47 presentato dall’On. Maurizio Casasco, relativo all’inserimento dell’Esercizio Fisico Strutturato nei percorsi di tutela della salute. La successiva formulazione ha previsto il coinvolgimento del fisioterapista, figura fondamentale nel percorso riabilitativo, ma non ha esplicitamente valorizzato il ruolo del Chinesiologo LM-67, determinando di fatto un mancato riconoscimento operativo di una competenza universitaria specifica.

La mia richiesta non è quella di trasformare il Chinesiologo in una professione sanitaria, né di mettere in discussione il valore del fisioterapista o delle altre professioni coinvolte.

La questione è un’altra: se lo Stato riconosce l’importanza dell’esercizio fisico come strumento di prevenzione, deve anche garantire coerenza tra la formazione universitaria che ha creato e riconosciuto e l’organizzazione dei nuovi modelli di salute.

Il D.Lgs. 36/2021 ha riconosciuto la figura del Chinesiologo e le sue competenze. Numerose realtà regionali hanno già sviluppato programmi di attività fisica adattata e prevenzione nei quali questa figura viene coinvolta.

Nel percorso che ha portato al DDL 1231, questa situazione ha generato interrogativi nel mondo delle Scienze Motorie e tra molti cittadini: è necessario garantire che le scelte normative siano frutto di un confronto ampio, trasparente e realmente multidisciplinare.

Quando una riforma riguarda la salute pubblica e la prevenzione, è fondamentale evitare che interessi professionali o visioni settoriali possano prevalere sulla costruzione di un modello equilibrato, nel quale ogni competenza trovi il proprio spazio.

Per questo ritengo necessario un confronto istituzionale che coinvolga Parlamento, Ministeri competenti, università, società scientifiche e rappresentanti delle diverse professionalità.

La prevenzione appartiene ai cittadini e deve essere costruita valorizzando tutte le competenze formate e riconosciute dallo Stato.

Una madre e una cittadina che chiede chiarezza.

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Redazione
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