Prospettive e sfide del SSN tra presente e futuro
«Orizzonti della Cura: innovazione nella diagnosi tempestiva e nelle terapie di eccellenza» è stato il titolo del convegno pubblico organizzato nell’ambito dell’Osservatorio IN-Salute dell’Istituto per la Competitività I-Com, che si è tenuto giovedì 2 ottobre a Roma presso la Coffee House di Palazzo Colonna in Piazza dei Santi Apostoli 67.
Nel corso dell’evento è stata presentata l’edizione 2025 dell’Osservatorio IN-Salute, lo studio che analizza lo stato attuale del sistema sanitario italiano e approfondisce il ruolo dell’innovazione – diagnostica, organizzativa e normativa – nella costruzione di un servizio sanitario più accessibile, sostenibile e moderno.
Dopo l’analisi sull’evoluzione epidemiologica, demografica e sui nuovi bisogni di salute della popolazione, lo studio ha offerto la consueta ricognizione sull’andamento della spesa sanitaria e farmaceutica ed ha esplorato la capacità del sistema sanitario e farmaceutico italiano di attrarre investimenti e generare valore, anche alla luce dei mutamenti geopolitici, normativi ed economici, e nel quadro di una Strategia italiana sulle Life Sciences.
Un focus è stato infine dedicato alla ricerca, alla diagnosi precoce e all’accesso alle terapie innovative, con particolare attenzione alle cronicità più impattanti e alle malattie rare, senza tralasciare le politiche per la ricerca e il contributo offerto dalla digitalizzazione e dalle nuove tecnologie per migliorare qualità ed efficienza dell’assistenza sanitaria.
Le aspettative di vita in buona salute nelle regioni italiane
Tra i tantissimi dati disponibili, il Rapporto evidenzia le regioni con aspettative di vita in buona salute superiori o inferiori alla media italiana. Ad esempio, nel 2023, i residenti della Provincia Autonoma di Trento sono i più longevi d’Italia, ma è nella Provincia Autonoma di Bolzano che si registra il maggior numero di anni di vita in buona salute: 66,5 anni su una vita attesa di 84,1 anni (circa l’80% degli anni da vivere in buona salute), rispetto ai 64,2 anni di Trento (76% della vita attesa). Nel quadrante positivo, dove si combinano elevate speranze di vita alla nascita e vita attesa in buona salute, si trovano anche regioni come Toscana e Veneto (rispettivamente 62,5 e 62,3 anni di vita in buona salute su 83,8 anni di vita attesa).
La Valle d’Aosta, pur presentando uno dei livelli più elevati di speranza di vita in buona salute (64,0 anni), risulta allineata alla media italiana per vita attesa (83,1 anni). Al contrario, quasi tutte le regioni del Mezzogiorno si collocano nel quadrante negativo. La
Basilicata presenta il più basso numero di anni di vita in buona salute (52,8 anni su 82,5 anni di vita attesa) nel 2023, seguita da Molise (54,9 anni) e Calabria (55,4 anni) con speranze di vita rispettivamente di 82,4 e 82,0 anni. La Campania, nonostante presenti uno dei valori più bassi di vita media attesa in Italia, ha un’aspettativa di vita in buona salute pari a 57,1 anni, superata solo dall’Abruzzo (60,6 anni) tra le regioni del Mezzogiorno.




