Un dato che evidenzia un comportamento contrastante
In base ai dati aggiornati al 30 giugno 2025 e diffusi oggi, si registrano queste percentuali di partecipazione nei tempi raccomandati: screening mammografico (donne): 73,0%; screening della cervice uterina (donne): 67,6%; screening colorettale (uomini e donne): 53,3%. Per la Regione significa che una buona parte di popolazione femminile di 50-74 anni che aderisce allo screening mammografico e della cervice uterina non partecipa a quello per la prevenzione e diagnosi precoce del tumore del colon retto, che è il secondo più frequente nelle donne dopo quello al seno e che ancor meno partecipano gli uomini, nonostante abbiano un rischio maggiore delle donne per questa neoplasia, che è la terza per frequenza dopo prostata e polmone.
Nuova campagna di comunicazione
Per favorire una maggiore conoscenza e più ampia partecipazione allo screening del colon retto dal 1° di ottobre partirà una nuova campagna di comunicazione, che si svolgerà per tutto il mese con il messaggio “L’hai fatta? La prevenzione inizia anche da qui”. Testimonial d’eccezione il rotolo di carta igienica, scelto per la sua forte potenza comunicativa, a cui si affianca l’invito a tutte le persone residenti e domiciliate assistite nella fascia di età 50-74 anni a partecipare allo screening, che è “gratuito, semplice e può salvarti la vita”.
A chi è rivolto e come funziona lo screening al colon retto
Dal 2025 in Emilia-Romagna lo screening, prima riservato a uomini e donne tra i 50 e i 69 anni, è stato esteso gradualmente alla fascia d’età 70-74: quest’anno è partito l’invito per i nati nel 1955 che nel corso dell’anno compiono i 70 anni, in continuità con la cadenza biennale dall’ultimo test eseguito o invito ricevuto. Contemporaneamente si stanno invitando tutti i nati nel 1951 che compiono i 74 anni e che avranno così l’opportunità di eseguire un ulteriore screening prima di uscire dal programma. Nel 2026 saranno invitati anche i nati nel 1956 e nel 1952, proseguendo così fino al 2028, quando tutte le persone in età tra i 70 e 74 anni saranno comprese nella chiamata di screening.
Nel periodo gennaio-giugno 2025 sono stati invitati complessivamente 38.977 cittadini, di cui: per l’anno di nascita 1951, 15.128 femmine e 12.330 maschi (totale 27.458, il 60% del target annuale); per l’anno di nascita 1955, 6.430 femmine e 5.089 maschi (totale 11.519). L’adesione all’invito finora è del 53% per nati e nate nel 1951 e del 56% per l’anno di nascita 1955, con un valore di poco superiore nelle femmine che nei maschi.
Lo screening seleziona, tramite il test per la ricerca del sangue occulto, la popolazione più a rischio per patologia del colon retto, proponendo, in caso di positività, l’esame di approfondimento che è la colonscopia. Tramite la colonscopia è possibile individuare e rimuovere polipi intestinali, che se non asportati, nel tempo, potrebbero progredire verso forme tumorali. Permette anche di riscontrare tumori già presenti prima che diventino sintomatici, intervenendo con cure più conservative ed efficaci. 1 uomo ogni 3-4 e 1 donna ogni 5-6 ha una lesione significativa alla colonscopia di screening.




