domenica, Giugno 7, 2026

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ITALIA

BioHubs: quale governance per il futuro?

Vincenzo Colla: “Servono economie di scala intelligenti”

Si è svolta la settimana scorsa in Regione la conferenza stampa per tracciare un primo bilancio della rete BioHubs dell’Emilia-Romagna. Il vicepresidente della Regione Vincenzo Colla, nella sue ampie riflessioni conclusive, ha toccato numerosi punti rispetto al tema dell’innovazione e del futuro. Ha sottolineato come l’obiettivo strategico sia  “l’istituzione di un campus d’innovazione trasversale capace di posizionarsi ai più alti livelli del mercato globale” in grado “di individuare preventivamente gli spazi dell’innovazione anziché limitarsi a inseguire i cambiamenti”.

Un richiamo puntuale sul modello

Il modello vincente – ha ricordato – risiede nella capacità di superare le singole verticalità tecniche per abbracciare una dimensione orizzontale di rete. “Quando i cluster tecnologici collaborano, integrando biotecnologie, nuovi materiali, intelligenza artificiale e settore agroalimentare, il sistema diventa solido, affidabile e capace di produrre risultati strutturali come brevetti, spin-off e industrializzazione. Al contrario, l’isolamento e la mancanza di collaborazione condannano le realtà locali all’irrilevanza, trasformando la passione in un esercizio sterile e privo di impatto visibile e misurabile”.

Le strategie internazionali e il tema della sovranità tecnologica

Per Vincenzo Colla “è fondamentale riportare nel territorio le competenze globali per alimentare il sistema locale, puntando alla costruzione di una vera sovranità tecnologica europea”. La sfida più urgente riguarda però un altro aspetto: il contrasto al “mismatch demografico” e “alla fuga dei cervelli”.  Per trattenere i giovani talenti – ha precisato – non è sufficiente offrire contratti chiari, ma occorre garantire percorsi di merito, stipendi competitivi e un nuovo bilanciamento tra qualità del lavoro e qualità della vita.

Quale governance per il futuro?

Rassicurando sulla disponibilità di risorse “per tutti”, il vicepresidente ha detto con grande chiarezza che “il futuro richiede un salto di qualità nella gestione delle risorse, passando da una frammentazione eccessiva a economie di scala intelligenti”. Pur mantenendo il valore dei singoli territori, è quindi necessario “accorpare laboratori e acceleratori per competere sui grandi bandi europei, superando la stagione dei finanziamenti straordinari legati al PNRR”. Questo processo però richiede un impegno corale: “discussione preventiva e consapevole tra politica, università e imprese” per decidere la direzione e gli investimenti prima che i processi si consolidino perchè questo “è l’unico modo per garantire che ogni risorsa sia impiegata efficacemente per il bene del sistema regionale”.
I rappresentanti di BioHubs introdotti da Paola Bello, project Manager Clust-ER Health, in occasione della conferenza stampa. Al centro Vincenzo Colla, Paolo Bonaretti e Sauro Vicini. (Foto Ufficio Stampa ER)
Con il vicepresidente, Vincenzo Colla, a tracciare il bilancio presidente e il direttore del Clust-ER Health, Paolo Bonaretti e Sauro Vicini. “Il nostro contributo – sintetizza Bonaretti – si misura nella capacità di tradurre idee e competenze in soluzioni per la salute dei cittadini, per il miglioramento della qualità della loro vita. Per fare prevenzione su fronti come la malattia oncologica, le malattie rare o neurodegenerative, in aumento, che richiedono oggi velocità di diagnosi e medicina di precisione, un passo oltre quella personalizzata”.
“Siamo molto soddisfatti – dichiara Vicini- perché siamo riusciti a mettere in rete realtà territoriali eccellenti, attive nell’ambito delle biotecnologie, priorità strategica dell’Europa e riconosciute in ambito internazionale,  che lavorano con team multidisciplinari, nel rispetto del programma europeo, che orienta l’uso dei fondi Ue con l’obiettivo di rafforzare la competitività e l’autonomia dei singoli Paesi, rafforzando al contempo la cosiddetta catena del valore, con attività che trasformano le idee in un prodotto/servizio”.

I BioHubs regionali coordinati dal Clust-ER Health

I BioHubs operano come piattaforme integrate per lo sviluppo e la produzione di tecnologie biomediche avanzate: dai dispositivi bioelettronici di nuova generazione — testati anche in contesti spaziali, dove le condizioni estreme consentono di generare dati ad alto valore per la ricerca clinica — ai radiofarmaci, fino alle applicazioni di intelligenza artificiale in ambito sanitario. Il modello si basa sulla creazione di infrastrutture in grado di coprire l’intera filiera dell’innovazione biomedicale, accompagnando farmaci, terapie e dispositivi lungo tutto il ciclo di sviluppo, dal laboratorio al letto del paziente.

Questo approccio ‘end-to-end’ – scrive la Regione nella sua nota – consente di ridurre tempi e costi di trasferimento tecnologico, garantendo al contempo la piena conformità ai requisiti regolatori internazionali necessari per l’autorizzazione all’immissione sul mercato. Si inserisce, inoltre, nel quadro del programma europeo Step (Strategic Technologies for Europe Platform), rafforzando il posizionamento competitivo del sistema regionale nelle tecnologie strategiche. Le ricadute attese si misurano non solo in termini di avanzamento tecnologico, ma anche di impatto economico — attrazione di investimenti, sviluppo industriale e occupazione qualificata — e sociale, attraverso il miglioramento dell’accesso a cure innovative.
Clust-ER Health, per sviluppare la rete dei BioHubs, punta sulla valorizzazione di centri di ricerca già attivi, a partire dai Tecnopoli. In quanto ecosistemi strategici che collegano competenze, infrastrutture e tecnologie, I BioHubs coinvolgono, come coordinatori piuttosto che partner, i Tecnopoli di Modena, Mirandola, Ozzano, Fondazione Its, Fondazione Iret, il Cnr- Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati e area territoriale di ricerca di bologna, le Università di Modena e Reggio Emilia, di Parma, l’Istituto Romagnolo per Studio dei Tumori “Dino Amadori” Irst Irccs, il Centro per l’AI di Unimore e Ircss Policlinico di Sant’Orsola. Le sedi sono Bologna, Modena, Mirandola, Meldola, Ozzano Emilia e Parma.
I BioHubs, presentati da Paola Bello, project Manager Clust-ER Health, sono: Medtech Hub, Translational Hub, Biospac- Er Hub, Biohub on Ai for Medicine, Theranostic Hub e Biofood-Hub.

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