I numeri parlano chiaro: le dipendenze rimangono un’emergenza sociale e sanitaria
Nel cuore di una società in continua trasformazione, il tema delle dipendenze – dall’uso di sostanze ai nuovi comportamenti compulsivi – rimane una sfida aperta e urgente. È in questo contesto che nasce il convegno “Kronos e Kairos: Il consumo di sostanze e i comportamenti di dipendenza. Senso e sfide aperte”, organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e si terrà a Rimini il 23 e 24 ottobre presso la sala Manzoni in via IV Novembre 37 (è obbligatoria l’iscrizione e sono riconosciuti crediti ECM per tutte le professioni sanitarie). Un momento di riflessione collettiva che vuole restituire centralità alla persona, promuovendo percorsi di senso e di cura integrata.
L’iniziativa è parte del programma ufficiale per il Centenario della nascita di don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, che ha dedicato l’intera esistenza alla promozione della dignità e del valore irripetibile di ogni essere umano, in particolare delle persone più fragili ed emarginate.
Tra i numerosi relatori interverranno Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Maria Teresa Bellucci, Viceministro del lavoro e politiche sociali, Phaedon Kaloterakis, Direttore della World Federation of Therapeutic Communities, Marcello Foa, giornalista già presidente della Rai, Padre Guidalberto Bormolini, teologo e Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la salute della nostra Regione.
I numeri nazionali su fonte ministeriale e riportati in un comunicato dagli organizzatori parlano da soli: nel 2024, i Servizi per le Dipendenze (SerD) hanno preso in carico oltre 134.443 persone (+2,7% rispetto al 2023), con quasi 24 mila ospiti nelle comunità terapeutiche. Tutto ciò evidenzia come il fenomeno delle dipendenze continui a rappresentare un’emergenza sanitaria e sociale che interroga le istituzioni, i professionisti e tutta la cittadinanza.
Le prerogative del Convegno: uno spazio aperto e plurale
Il convegno intende essere uno spazio aperto e plurale, dove mettere in dialogo le esperienze consolidate – come la riduzione del danno, i percorsi terapeutici individualizzati e l’integrazione socio-sanitaria – con le nuove sfide emergenti: la prevenzione nelle scuole, l’uso crescente di nuove sostanze, il reinserimento sociale delle persone con dipendenza.
Due giornate di confronto, dialogo e formazione che vedranno la partecipazione di professionisti e figure di spicco del settore: medici dei SerD, psicologi, operatori delle comunità terapeutiche, ricercatori universitari e rappresentanti delle istituzioni. L’evento si rivolge a tutti coloro che credono nell’importanza di risposte umane e competenti alle dipendenze: operatori, educatori, rappresentanti istituzionali, genitori, volontari, studenti, membri delle reti territoriali e chiunque desideri contribuire con il proprio sguardo e impegno.
Il convegno, sarà l’occasione – dice Ugo Ceron, psicoterapeuta e coordinatore del Convegno – per fare una lettura a più voci della realtà ed uso di sostanze e proporre scelte che portino a mettere a fuoco la centralità dell’uomo in tutta la sua interezza. Non è un caso che abbiamo scelto di fare un convegno proprio nell’anno del Centenario della nascita del nostro fondatore. Don Oreste Benzi è stato un sacerdote che sul tema delle dipendenze si è sempre speso nel promuovere un approccio educativo-terapeutico che ha come punto centrale la persona umana nella sua interezza, non solo sul piano del comportamento deviante. Nel nostro metodo di recupero un ruolo importante riveste la scoperta di una dimensione spirituale. Non è “qualcosa” che salva, ma “qualcuno”. Con questo convegno vorremmo poter fare una lettura attuale del fenomeno dell’uso di sostanze e dei comportamenti additivi della società d’oggi che ha ormai avvallato la “cultura della compatibilità”, che prevede appunto la compatibilità tra vita ordinaria e comportamenti additivi.




