La Sanità in cammino per il cambiamento
La Corte dei Conti con il Quaderno n. 4 “La Sanità in cammino per il cambiamento” redatto dal presidente Enrico Flaccadoro (foto) con il contributo di Elettra Ferri basato sulle informazioni disponibili al 15 settembre, delinea e commenta la situazione per il 2026 che “si preannuncia come un anno cruciale per il futuro della sanità pubblica italiana”. Sono ancora molti i nodi da sciogliere e i fronti aperti, e diventa sempre più urgente definire in modo organico e coerente il modello di sistema sanitario che si vuole costruire per il Paese, fa notare l’organo giurisdizionale.
Serve una visione chiara, un disegno complessivo in grado di guidare le scelte e orientare le riforme. “In quest’ottica, l’adozione di un nuovo Piano Sanitario Nazionale appare una priorità non più rimandabile. Questo piano potrebbe finalmente fare chiarezza sui ruoli dei diversi attori coinvolti, completando il quadro già tracciato da altri documenti strategici – come il Piano nazionale per la cronicità e quello per la salute mentale – che, sebbene annunciati, non sono ancora pienamente operativi. A questo si aggiunge anche la necessità di intervenire sulla riforma dei fondi integrativi, su cui è in corso una riflessione a seguito di una recente indagine conoscitiva”.
Uno dei capitoli più rilevanti resta l’attuazione delle riforme previste dal PNRR.
Finora – si precisa nel testo – gli obiettivi intermedi sono stati centrati, ma ora si entra nella fase decisiva: trasformare le risorse in progetti reali, servizi funzionanti e strutture operative. Anche se alcuni traguardi sono stati raggiunti in modo più solido di quanto il solo dato sulla spesa possa suggerire, l’impegno richiesto per completare questa trasformazione è enorme. Parallelamente, si impone con forza il tema del personale sanitario. La trattativa per il rinnovo del contratto 2022-2024 del comparto è ormai chiusa e si attende solo la firma definitiva. Ma restano da definire gli atti di indirizzo per i contratti della dirigenza medica e sanitaria, così come per le convenzioni con medici di famiglia, pediatri e specialisti ambulatoriali. Sono passaggi importanti, ma non ancora sufficienti per risolvere una crisi di attrattività della professione che si manifesta in tanti modi: scarsa partecipazione ai concorsi, specializzazioni scoperte, dimissioni anticipate, emigrazione all’estero di medici e infermieri.
I segnali positivi
La Corte dei Conti non manca di sottolineare quanto di positivo è stato fatto: la nascita della specializzazione in medicina generale e la stabilizzazione dello “scudo penale” per i sanitari sono due passi in avanti attesi da tempo. “Tuttavia, restano molti interrogativi aperti, soprattutto sul ruolo che i medici di medicina generale avranno nella riorganizzazione dei servizi territoriali e ospedalieri, e su come si gestirà lo stop all’utilizzo dei gettonisti – una misura che avrà sicuramente un impatto sulla tenuta di molte strutture”.
Tutti questi temi sono strettamente legati alla qualità dell’assistenza sanitaria, che in alcune aree del Paese mostra segnali preoccupanti. Le difficoltà non si limitano più soltanto alle liste d’attesa infinite: si registra un calo nelle vaccinazioni, una copertura insufficiente degli screening e, soprattutto, un fenomeno in crescita come la rinuncia alle cure, causata anche da una spesa sanitaria sempre più pesante per le tasche dei cittadini.
Le risorse e il peggioramento dei bilanci regionali
Il problema, sottolinea la Corte – è che gli spazi di manovra sul piano delle risorse economiche sembrano ridotti. I bilanci regionali del 2024 mostrano un peggioramento generalizzato, anche in territori che fino ad oggi avevano saputo coniugare efficienza economica e qualità dei servizi. A pesare sono soprattutto i costi crescenti dei beni e dei servizi sanitari. E resta ancora irrisolto il nodo del payback, sia per i farmaci che per i dispositivi medici, mentre la spesa continua a salire.
Scarica il Quaderno “La Sanità in cammino per il cambiamento” (Settembre 2025)





