domenica, Giugno 7, 2026

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ITALIA

Sovrappeso infantile, un bambino su quattro è a rischio

Calo rispetto al 2008, ma persistono cattive abitudini alimentari e sedentarietà

“OKkio alla SALUTE” fotografa le differenze territoriali e l’evoluzione, nel corso degli anni, dello stato ponderale dei bambini di terza primaria, insieme alle loro abitudini alimentari, ai livelli di attività fisica e di sedentarietà, senza tralasciare il ruolo del contesto familiare e scolastico. I dati sono riferiti al 2023.

In Emilia-Romagna resta alta l’attenzione sul tema del sovrappeso infantile: un bambino su quattro presenta infatti un eccesso di peso. I dati, però, mostrano un lieve miglioramento rispetto al passato. La percentuale di bambini in sovrappeso o obesi è scesa dal 29,1% del 2008 al 25,7% del 2023, con un tasso di obesità sostanzialmente stabile (7,1% nel 2023 contro il 7,2% del 2019). La regione si colloca comunque sotto la media nazionale (28,8%).

Un elemento critico resta l’influenza dello stile di vita familiare: la presenza di un genitore in sovrappeso aumenta la probabilità che lo sia anche il figlio. Anche la qualità del sonno risulta determinante: meno ore di riposo si associano a un maggiore rischio di obesità. Nessuna correlazione, invece, con il tipo di parto, mentre un effetto positivo emerge dalla durata dell’allattamento al seno.

Colazione saltata e snack dolci: le cattive abitudini a tavola

L’indagine segnala abitudini alimentari non corrette tra i più piccoli. L’8% non fa colazione e il 40% la consuma in modo inadeguato. Non va meglio con la merenda di metà mattina, giudicata poco equilibrata per il 62,1% dei bambini. Solo il 18,5% consuma frutta e il 16,1% verdura due o tre volte al giorno, con un leggero vantaggio per le bambine.

Nel tempo, però, emergono segnali incoraggianti: il consumo quotidiano di bibite zuccherate e gassate si è quasi dimezzato, passando dal 40% nel 2008 al 23% nel 2023. Nonostante ciò, il 32,1% dei bambini continua a mangiare snack dolci ogni giorno, mentre il 17,4% non consuma mai legumi. Il livello di istruzione della madre appare un fattore protettivo: nelle famiglie con titoli di studio più alti, i bambini fanno colazioni adeguate e consumano più frutta e verdura.

Troppi schermi e poca attività fisica

Lo stile di vita sedentario resta un problema: circa il 17% dei bambini non ha svolto alcuna attività fisica il giorno precedente alla rilevazione, con valori più alti tra le femmine. Solo 4 bambini su 10 praticano sport per almeno due giorni a settimana e appena 2 su 10 trascorrono regolarmente tempo all’aperto con giochi di movimento. A crescere, invece, è il tempo trascorso davanti a schermi: nel 2023 oltre il 40% dei bambini passa più di due ore al giorno tra televisione, videogiochi e dispositivi digitali, con punte del 50% nel weekend. Un dato in lieve aumento rispetto al 2008 (38%). Un segnale positivo arriva però dagli spostamenti casa-scuola: la percentuale di chi utilizza mezzi attivi come bici, monopattino o camminata è salita dal 20% del 2008 al 26% del 2023.

Il ruolo della scuola

La scuola rappresenta un presidio importante per la promozione della salute. In Emilia-Romagna il 93,1% degli istituti dispone di una mensa scolastica, attiva almeno cinque giorni a settimana nel 76,2% dei casi. Nel 2023 il 15,8% delle classi ha partecipato a programmi di distribuzione di frutta, verdura o yogurt, mentre quasi il 10% ha organizzato incontri con esperti esterni. Oltre il 96% delle scuole realizza attività motorie e l’85,6% inserisce l’educazione alimentare nei programmi curricolari, confermando l’impegno del mondo scolastico nella lotta all’obesità infantile.

I dati regionali in rapporto alle altre regioni e alla media nazionale. L’Emilia Romagna tra le più virtuose.
Redazione
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