giovedì, Luglio 16, 2026

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ITALIA

Taglio del nastro al Santa Maria Bianca di Mirandola

L’assessore Fabi: “Una sanità sempre più integrata e capace di rispondere ai nuovi bisogni di cura e assistenza dei cittadini”

Otto nuovi posti letto grazie a un investimento di 300mila euro finanziato con risorse regionali. Inaugurata al Santa Maria Bianca di Mirandola la Terapia semintensiva multidisciplinare dedicata alla gestione dei pazienti complessi e l’area di degenza di medicina a indirizzo cardiovascolare. A questa si aggiunge una nuova area diurna internistica, pensata per i pazienti che, dopo la dimissione, necessitano ancora di una rivalutazione clinica, perché pluripatologici e considerati ad alto rischio di re-ospedalizzazione.

Al taglio del nastro il 7 novembre erano presenti la sindaca di Mirandola, Letizia Budri, i sindaci dei Comuni dell’Area Nord e il Presidente dell’Unione Claudio Poletti, il direttore generale dell’Azienda Usl di Modena, Mattia Altini, la direttrice sanitaria, Romana Bacchi, il direttore amministrativo, Luca Petraglia, e la direttrice del Distretto di Mirandola, Annamaria Ferraresi. Insieme a loro, la direttrice del Presidio Ospedaliero, Giulia Ciancia, Giuseppe Licitra e Anna Manduchi della Direzione sanitaria del Santa Maria Bianca, i direttori delle unità operative che operano nei nuovi servizi, Fabio Gilioli (Medicina Interna), Alessandro Pignatti (Rianimazione), Carlo Ratti (Cardiologia) e Alessandro Andreani (Pneumologia).

I percorsi attivati e le tecnologie

La Terapia semintensiva multidisciplinare – spiega una nota della Regione – è una nuova area a più elevata intensità di cura con quattro posti letto monitorati, destinata a pazienti con quadri clinici complessi: internistici (ad esempio scompenso cardiaco severo, insufficienza respiratoria con ventilazione non invasiva) e post-chirurgici fragili, che necessitano di un monitoraggio multiparametrico e di una gestione integrata tra internisti, pneumologi e anestesisti. L’unità dispone, tra l’altro, di impianti per la gestione di flussi d’aria a pressione negativa, con l’obiettivo di contenere il rischio infettivo. Il decorso medio sarà breve (indicativamente 3-5 giorni), contribuendo a migliorare i flussi di pazienti nell’ospedale.

L’area di degenza di medicina a indirizzo cardiovascolare è in continuità con la degenza pneumologica. Sono stati attivati altri quattro posti letto destinati a pazienti con prevalente sintomatologia cardiovascolare, spesso con comorbidità e necessità di telemetria Ecg. Il percorso diagnostico-terapeutico sarà deciso quotidianamente dall’equipe di cardiologi e internisti.

La nuova area diurna internistica per il post-dimissione ad alto rischio clinico rappresenta un innovativo servizio di raccordo tra ospedale e territorio. Il progetto, realizzato in collaborazione tra l’Azienda Usl e l’Azienda servizi alla persona di Mirandola, intende dare continuità assistenziale ai pazienti dimessi dall’ospedale ma valutati ‘ad alto rischio’ di riacutizzazione o ri-ospedalizzazione. Grazie a un protocollo integrato, la presa in carico coinvolge la Centrale operativa territoriale, l’assistenza domiciliare, l’infermiera di Comunità, i professionisti del reparto di Medicina Interna e il medico di medicina generale. Il percorso prevede: attivazione della Centrale operativa territoriale, invio al domicilio entro 7 giorni di un professionista sanitario per valutazione iniziale, monitoraggio telefonico da parte dell’équipe infermieristica, visita ambulatoriale entro 15-20 giorni, valutazione del medico di medicina generale e, a circa un mese dalla dimissione, un raccordo finale tra tutti i professionisti coinvolti per definire percorsi di cura specifici.

“Quello di oggi è un traguardo importante, frutto di un percorso atteso e condiviso- afferma l’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi-. L’attivazione delle nuove aree rappresenta un investimento strategico per rafforzare ulteriormente l’ospedale di Mirandola come presidio capace di rispondere in modo sempre più efficace, tempestivo e completo ai bisogni di salute della comunità. Con il potenziamento dell’offerta assistenziale puntiamo a consolidare una rete ospedaliera fondata sulla valorizzazione delle specificità di ogni presidio e sull’eccellenza professionale degli operatori. Un sistema di integrazione ospedale-territorio, quello che stiamo realizzando nell’Area Nord, che guarda al futuro della sanità pubblica emiliano-romagnola: un sistema capace di innovare e di crescere restando saldamente radicato nella comunità e nei suoi bisogni di salute”.

Foto Ufficio Stampa Regione ER.
Redazione
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